IL Cavaliere e lo Scudiero



Merletti bianchi ricorda ancora il giovane scudiero,erano i panni stesi di una madre troppo dura ed una sorella troppo fragile..sottane zuppe d'acqua...gocce pesanti come il ferro ,giunte al suolo sembravano rintocchi di campane spezzando il silenzio che avrebbe preceduto il lungo viaggio. Nella notte il cavaliere lo avrebbe atteso..ed ancora avrebbe vissuto nei suoi occhi, in quelli avrebbe trovato il coraggio,l'esperienza e l'amore che non osa pronunciarsi. Il giovane scudiero vinse la paura di attraversare il bosco, il suo cuore da giovane puledro batteva forte...galoppava frenetico lungo piccole scale...sassi...e poi rami...molti rami...contorti, spinosi ed avvolgenti,ma sentiva che avrebbe dovuto raggiungere il suo cavaliere sfidando la sua stessa anima. Nelle notti per sentieri solitari,si vedevano uomini e donne dirigersi in silenzio a misteriosi raduni, una voce belante li convocava dalla foresta...e le donne portavano bastoni su cui avevano fissato candele..in un cerchio umano ..danzavano ed urlavano sghignazzando. Al centro del cerchio vi era un potibolo infracidito...in vari punti del bosco piccoli fuochi...sembrava il riflettersi del cielo in un corso d'acqua.... al giovane scudiero apparvero come anime nel buio ,nel baccano di lussuria grottesca alla quale si ritrovò ad assistere. Si ritrovò sotto l'ombra di quelle sottane bagnate...sotto le mille lune che avevano dipinto d'argento il suo nobile cavaliere...riprovò la violenza di abbracci di voluttuose meretrici... l'accendersi del corpo sulla terra fredda tra le braccia del suo signore. Tra le foglie noscosto osservava lo scempio di quel teatro macabro ...come spettatore che vuol intervenire...che inconsapevole è già parte della scena... ad un tratto l'aria sembrò fermarsi,la luna apparve rossa come il sangue.,grande come volesse inghiottire tutto..le donne accovacciate urlarono alle tenebre...gli uccelli notturni smisero di cantare...sul patibolo il povero Scudiero vide apparire il Cavaliere. I suoi occhi di ghiaccio lo catturarono ,non vi era più riparo dove nascondersi...con un sorriso beffardo lo invitava a raggiungerlo...mentre le donne sacrificavano bestie a i suoi piedi. Il giovane scudiero capì tutto in un solo secondo, la sua anima fu attraversata da mille lame taglienti,le sue gambe cedettero come vecchi mattoni travolti dal vento. capì allora quale sarebbe stato il suo viaggio...in pochi istanti il suo cuore si fermò. Il SABBA fu concluso.

2 commenti:

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  2. ahhhhhh ahhhhhhh ahhhhhh ahhhh ahhhhh
    :))))))))

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